scaricaLampade a Scarica 

Nella tipologia delle lampade a scarica o HMI, al contrario delle lampade ad incandescenza, la luce viene generata da una scarica ad arco. Con speciali gas di riempimento dell'ampolla si raggiunge una temperatura di colore che va dai 5600 ai 6000 gradi Kelvin.
Le lampade HMI contengono una combinazione ottimale di alogenuri di diversi metalli di "terre rare" come il disprosio, l'omio e il tulio, oltre il vapore di mercurio.

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incandescenza

Lampade ad Incandescenza

Le lampade ad incandescenza sono la più vecchia delle forme di produzione di luce artificiale.
Questa fonte di produzione di luce, dopo l'avvento della ripresa sonora nel film, è stata l'unica che permettesse di avvicinare i corpi illuminanti all'interno della scena senza produrre il fastidioso ronzio prodotto dai carboni degli archi voltaici utilizzati prevalentemente sino ad allora.

Dall'avvento del sonoro in poi lo sviluppo delle lampade e dei corpi illuminanti è stato continuo ed inarrestabile. Solo un massimo del 10% della corrente utilizzata produce l'effetto radiante luminoso; il rimanente 90% produrrà soltanto radiazione termica.Con il crescere del voltaggio il filamento aumenta efficienza e temperatura di colore, ma a causa della più rapida evaporazione del tungsteno che lo compone, la durata generale della lampada si riduce in maniera esponenziale.

L'evaporazione del tungsteno depositandosi sulla parete del bulbo di vetro, nel caso di lampade di elevato assorbimento per grandi proiettori, produrrà un annerimento con un abbassamento della temperatura di colore.Questo decadimento cromatico ne riduceva la vita operativa idonea alle riprese.

Negli ultimi anni di utilizzo della tecnologia delle lampade ad incandescenza sono state prodotte lampade a bulbo di "vetro duro" che assicuravano minori dimensioni del bulbo stesso consentendo uguali dispersione di radiazione calorica, riduzione dei corpi illuminanti e una più lunga vita di esercizio.

Lampada Alogena

Lampade Alogene

Alla fine degli anni '50 viene presentata l'evoluzione del concetto di lampada a bulbo con filamento di tungsteno.
Nascono le lampade volgarmente chiamate Quarzo - Iodio.

La struttura:
In un bulbo di quarzo viene introdotto un filamento di tungsteno in presenza di gas iodio. Questa gas è risultato adatto a creare una reazione chimica che trasforma il tungsteno, reso volatile dall'incandescenza prodotta dal passaggio di corrente in particelle solide che si ridepositeranno sul filamento evitando di annerire il bulbo consentendo una naturale maggiore durata e un più costante e valido flusso luminoso.

Caratteristiche tecniche:
Il fenomeno di rigenerazione detto "ciclo alogeno" necessita però che ogni parte della lampada mantenga costante una temperatura di esercizio di 250°C. L'ampolla di quarzo fa la sua parte consentendo di mantenere l'elevata pressione del gas introdotto ed evitando, ad opera della sua durezza rigonfiamenti anomali che produrrebbero in quel punto abbassamenti della temperatura di esercizio che interromperebbero il ciclo stesso. La compattezza della lampada risultante da questa tecnologia ha fatto sì che si ottenessero rendimenti luminosi di gran lunga superiori ala normale tecnologia ad incandescenza, temperatura di colore costante per un periodo più lungo di esercizio ed una durata, in proporzione ai flussi sicuramente più lunga. Le ridotte dimensioni dei bulbi hanno fatto si che i corpi illuminanti raggiungessero leggerezza e compattezza sino allora impossibile. L'avvento dei bulbi di lampade alogene inseriti in altri bulbi di vetro sottovuoto ha migliorato ulteriormente i dati di efficienza e durata facendone oggi uno dei sistemi più economici e accessibili anche se con costi di gestione energetica non del tutto adeguati ai tempi.